Il vero e il convenzionale

Il vero e il convenzionale

di Carlo Tirinanzi De Medici

"Scrivere della contemporaneità, specie se si esce dalla modalità semplicistica della recensione e si vuole progettare strutture più ampie, significa costruire sulla sabbia, a poca distanza da quel mare che forse si riprenderà il posto dove abbiamo tentato di edificare". "Il vero e il convenzionale" studia il romanzo occidentale contemporaneo attraverso un'attenta e sofisticata selezione di opere (Pastorale americana, Il mal di Montano, Troppi paradisi, Underworld, Le particelle elementari e Le benevole), scelte in quanto capaci di segnare la nostra epoca e, forse, la storia letteraria presente e futura. Il libro si occupa di un tema tanto centrale per la storia del romanzo quanto poco indagato nella seconda metà del Novecento, il realismo, e lo fa da una prospettiva innovativa e originale. L'autore adotta uno sguardo sovranazionale e suddivide le possibili strategie contemporanee di rappresentazione della realtà in "convenzionaliste", ancorate a un modello forte di tradizione letteraria (da Stendhal a Proust), e "veridiche", nelle quali l'effetto di realtà è dato dalla sovrapposizione tra mondo attuale, quello in cui viviamo noi lettori, e mondo possibile del romanzo. Tirinanzi De Medici racconta la contemporaneità senza rinunciare all'approfondimento storico delle forme e dei generi.